Io cammino di lato alla pista ciclabile.
Dietro dibimbo_bici me sento una voce di donna, dice: “Mauro, resta sulla pista ciclabile!”.
Un secondo dopo, sulla sinistra, un bimbo minuscolo su una bici minuscola mi sorpassa. Mauro, evidentemente.
“Mauro, resta sulla pista ciclabile!” ripete la donna.
Il piccolo Mauro fila come una scheggia. Fa su e giù dal marciapiede, dalla pista ciclabile alla strada, di continuo, zigzagando senza sosta.

Un attimo dopo mi sorpassa anche la madre. E’ giovane, bionda, e spinge sui pedali per star dietro al figlio.
Mauro!”, lo chiama di nuovo.

Poco più avanti le corsie si restringono. E’ una parte di strada sormontata da un cavalcavia. C’è un attraversamento pedonale, anche, ma la madre deve trovarlo un punto troppo pericoloso, infatti dice al figlio: “Mauro, vai avanti! Stai sulla pista ciclabile! Attraversiamo più in là! Stai sotto il ponte!”.

(Dice il ponte, anche se è un cavalcavia).

La madre dice: “Mauro, vai avanti! Stai sulla pista ciclabile! Attraversiamo più in là! Stai sotto il ponte!”.
Mauro la smette di zigzagare. Inchioda e aspetta che la madre lo raggiunga.
“Fai il bravo, stammi ad ascoltare. So che se lo vuoi sai fare il bravo”, gli dice la madre con tono paziente.
Allora Mauro la guarda  e urla: “Sotto el ponte de Verona ghè ‘na vecia scoresona, che la vende merda secca, cento lire a la cassetta!”.
Poi riparte, continuando a fare su e giù dal marciapiede, dalla pista ciclabile alla strada, zigzagando senza sosta. E canta. Canta di continuo: “Sottoelpontedeveronaghènaveciascoresonachelavendemerdaseccacentolirealacassetta!sottoelpontedeveronaghènaveciascoresonachelavendemerdaseccacentolirealacassetta! sottoelpontedeveronaghènaveciascoresonachelavendemerdaseccacentolirealacassettaaaa!”.

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