donneuomini“E’ che voi maschi pensate sempre che sia colpa delle donne, la fine di un rapporto”.

“Ed è così, infatti”.

“Sai anche tu che non è vero”.

“Invece ne sono convinto. E’ sempre la donna che decide, tanto l’inizio quanto la fine di un rapporto”.

“Siete sempre pronti ad addossare la colpa a qualcun altro, voi maschi. Da bravi irresponsabili. Ecco cosa siete diventati: una massa di adulti insicuri, che si comportano ancora come dei ragazzini”.

“Può essere. Ma ci sono un sacco di problemi ad essere un maschietto, nel 2009”.

“Davvero? Ce ne sono anche ad essere donna, fidati”.

“Sì, lo so. Non c’è bisogno che me ne parli: la mancanza di una figura autorevole, i padri che non fanno più i padri, madri ossessive, la paura dell’abbandono. La ricerca di un uomo che sia bello ma non stupido e che  possibilmente non abbia più vasetti di creme di te sulla mensola del bagno. L’eterna lotta tra la carriera e il ruolo di madre. E poi, soldi o famiglia? E due cuori e una capanna, è un concetto ancora valido? Lo so, santo cielo, non c’è bisogno che me ne parli. Abito in una casa con tre donne, passo un sacco di tempo a leggere riviste femminili seduto sulla tazza del cesso. Mi sembra di conoscervi meglio di quanto non vi conosciate voi, qualche volta. Coraggio, parlamene. Dimmi che vuoi dei figli, ma che non sei disposta a rinunciare ad un’eventuale carriera. E un uomo che ti conceda i tuoi spazi, chè non vuoi fare la vita da schiava che ha fatto tua madre. Raccontami dei drammi interiori che ti prendono quando pensi che tua mamma alla tua età aveva già te e tu, ora, nemmeno un lavoro fisso”.

“Sinceramente la prima cosa a cui ho pensato io è stata la cellulite”.

 

 

 

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