La zingara mi ferma appena metto piede nel parcheggio. Mi tende la mano, dice: “Giovane, mi dai una moneta?”.

Io scrollo la testa, faccio un cenno cercando di farle capire che vado di fretta. Non è vero che vado di fretta e per questo – forse –  non riesco a guardarla negli occhi.

“Tu hai lo sguardo sincero” dice lei. “Vuoi un consiglio?”. Da una tasca della gonna prende un mazzo di carte. Non sono un esperto, ma direi che sono qualcosa di molto simile ai tarocchi.
Allora è vero, mi dico. Non è una cosa che capita solo nei film o in certi romanzi nemmeno troppo originali. Esistono veramente delle zingare che, in cambio di una moneta, all’angolo di una strada, sono pronte a leggerti le carte, o il futuro o magari a toglierti qualche forma di malocchio.

“No, grazie, davvero” le rispondo.
“Accetta un consiglio”, insiste lei, mescolando le carte.
Scuoto di nuovo la testa e la dribblo. Mi esce un gesto goffo che vorrebbe essere una specie di saluto, credo.  Accellero il passo per raggiungere la mia macchina nel parcheggio.

“Giovane”, sento che mi chiama di nuovo la zingara, da dietro le spalle. “Tu non lo sai, ma sono due anni che le cose ti vanno male!”

Annunci